
- 24 Febbraio 2025
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La storia di Eolo, società di Tlc nata nel 1999, è quella di una azienda che in un lasso di tempo relativamente breve è diventata leader nel campo della banda ultra-larga per il mercato residenziale e delle imprese attraverso la tecnologia FWA. Oggi, con la propria rete Eolo raggiunge 7000 comuni in tutta Italia e oltre 1,6 milioni di persone hanno accesso ad “Internet veloce” grazie alle infrastrutture e alle sue soluzioni tecnologiche.
Come sottolineato da Guido Garrone, CEO della società, Eolo è “sempre più il punto di riferimento della rete FWA in Italia, indispensabile per il contrasto al digital divide e al digital speed divide in tutto il Paese”.
La società di Busto Arsizio (VA) ha una quota di mercato sul totale degli accessi alla banda ultralarga pari al 3,5% ed è il primo operatore italiano nella tecnologia FWA con il 31% sul totale di questo segmento, secondo i dati pubblicati dall’osservatorio Autorità delle Comunicazioni. La crescita procede senza sosta a ritmo sostenuto tanto che recentemente gli azionisti hanno deliberato l’immissione in azienda di nuove risorse: un
aumento di capitale da 50 milioni di euro fornirà ad Eolo il capitale necessario per proseguire sul sentiero di crescita che il gruppo sta portando avanti con continuità da diversi anni. Attualmente il capitale sociale di Eolo è detenuto per i 75% dal fondo svizzero Partners Group mentre il 25% è in mano a Cometa, una Spa in cui è confluita tra l’altro la quota del suo fondatore Luca Spada.

Punto di forza dell’offerta di Eolo è appunto il ricorso alla tecnologia FWA (Fixed – Wireless – Access) che viene utilizzata per garantire accesso alla banda larga agli utenti del servizio.
Secondo uno studio Opensignal sull’esperienza degli utenti connessi con diverse tecnologie per la banda ultralarga in Italia proprio la tecnologia 5G FWA è una delle migliori soluzioni per colmare il divario digitale in Italia e raggiungere gli obiettivi di connettività del nostro paese. I dati mostrano che la transizione dall’FWA (Fixed -Wireless – Access) basato su Lte al 5G Fwa ha migliorato significativamente la velocità e la qualità
del servizio per gli utenti di questa tecnologia di accesso. Inoltre, in base allo studio, 5G Fwa e fiber-to-the-home (Ftth) forniscono livelli di qualità del servizio statisticamente equivalenti, entrambi sostanzialmente superiori ad altre soluzioni sul mercato. Il 5G Fwa, afferma il report, “è particolarmente efficace nel raggiungere le aree bianche o regioni con bassa densità di popolazione che sono poco servite dall’infrastruttura a banda larga esistente. Mentre le forme di accesso alla banda larga mobile basate sull’Lte sono state una fonte vitale di connettività nell’Italia rurale e rappresentano ancora una grande quota del mercato Fwa, l’emergere del 5G Fwa offre ora un livello di esperienza completamente
diverso rispetto al servizio legacy e questo perché il 5G Fwa offre velocità di download che sono più del doppio di quelle viste sull’Fwa in Italia e velocità di upload quasi tre volte maggiori”.
L’Fwa ha rappresentato oltre l’11% del mercato italiano della banda larga l’anno scorso, con più di 2,1 milioni di connessioni (dati Agcom).
Se sul lato dell’offerta, Eolo ha focalizzato le sue risorse su una tecnologia in grado di agire in questa direzione, allo stesso tempo, la società è intervenuta anche sul lato della domanda, sviluppando accordi con tutta quella platea di possibili utenti dei suoi servizi.


“Eolo, come sottolinea Guido Garrone, CEO di Eolo, nasce con la missione di dare un contributo concreto al tessuto sociale e industriale delle aree interne, impedendo a territori preziosi come quelli montani di rimanere scollegati dal resto del Paese. Il tema del digital speed divide è ancora molto attuale nel Paese, ed è spesso causato proprio dalle barriere orografiche che possono rendere antieconomiche soluzioni basate su fibra, soprattutto nelle aree rurali a bassa densità abitativa”. Si capisce così il ruolo cruciale che Eolo ricopre in questa partnership: grazie alla tecnologia Fwa è in grado di garantire connettività ultraveloce in aree del Paese non raggiunte dalla fibra ottica”.
In questa ottica Eolo ha sottoscritto da tempo un accordo con Uncem, organizzazione nazionale che associa e rappresenta i Comuni montani e le Comunità montane, per abbattere gli ostacoli allo sviluppo di queste aree del Paese, garantendo un facile accesso alla banda larga e riducendo così il divario in termini di attrattività e competitività rispetto ad altre zone, meno soggette a barriere orografiche. In questa direzione molto è stato fatto ma ora, secondo l’azienda, è necessario compiere un ulteriore step.

“In Italia, ha recentemente evidenziato Garrone, esiste un saldo di un 15/20% di abitazioni destinate ad avere a che fare con problematiche di digital divide, che non potranno che contare sull’Fwa. Oggi su 26 milioni di famiglie, 19 milioni sono connesse: delle 7 milioni
restanti, una parte sarà coperta dalla fibra, grazie a Open Fiber e ai sussidi, ma una parte dovrà necessariamente essere Fwa. Ecco allora che gli ingredienti che servono sono non solo le torri e le tecnologie, ma anche le frequenze. Attualmente Eolo sta usando i 28 GigaHertz, mentre il 26, già assegnato a operatori mobili e di cui è stato fatto un uso modesto fino a oggi, ha bisogno di un refarming. Noi, ha concluso, aspettiamo che arrivi: con 400 MegaHertz di spettro e il 5G si potrà dare 1 Gigabit anche con queste tecnologie”.

“Fin dalla sua nascita, Eolo ha avuto una missione inclusiva e l’obiettivo di generare un impatto positivo sui territori in cui opera, spiega Luca Spada, presidente e fondatore dell’azienda. La nostra mission era e rimane quella di portare internet dove gli altri non arrivano, abilitando i territori svantaggiati del Paese perché difficili da raggiungere o perché a scarsa densità di popolazione. Questo passaggio statutario è l’evoluzione naturale del nostro impegno, la formalizzazione di quanto, giornalmente, facciamo sul territorio e di quanto ancora possiamo fare a supporto di una Italia sempre più digitale e inclusiva, che garantisca il diritto alla connessione a tutti, a prescindere dalle caratteristiche orografiche del territorio dove sono nati”. Un ulteriore step è stato poi compiuto nel 2022 quando l’azienda ha ottenuto la certificazione B Corp: un “rating” che conferma che l’azienda è conforme ai più alti standard d’impatto sociale e ambientale e che il business di Eolo ha un effetto positivo sul territorio in cui opera. Eolo è la prima azienda italiana di telecomunicazioni certificata B Corp.

Indubbiamente la storia di Eolo rappresenta quella di una idea imprenditoriale di successo.
Il gruppo oggi è solido, le sue attività si espandono e il suo business riesce ad intercettare le esigenze di una platea sempre più vasta di utenti in ambito nazionale. L’impegno degli azionisti è tale da garantire le risorse necessarie al futuro sviluppo dell’azienda che potrà passare attraverso due fattori: crescita interna o futuri accordi da stringere (sulla falsariga di quello sottoscritto con Fastweb), con le altre aziende che operano sul 5G. Eolo, è un chiaro esempio di quanto il binomio telecomunicazioni e positivo impatto sociale a vantaggio del territorio nel quale si opera, possa essere un valore e un esempio da seguire.




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