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La trasformazione digitale è in atto, ecco che mai come ora le competenze digitali risultano essere fondamentali per affrontare le sfide del presente e prepararsi conseguentemente al futuro. In tale contesto, purtroppo, l’Italia risulta essere ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei. Il rapporto sul Decennio Digitale 2024 evidenzia come solo il 45,8% della popolazione possiede competenze digitali di base, tanto da collocarci ben al di sotto della media UE del 55,6%. Questo divario è un chiaro limite alla crescita e alla competitività delle imprese italiane e conseguentemente rappresenta un freno all’innovazione del nostro sistema economico.
Lavoro, formazione e rapporti sociali trovano attuazione sotto una duplice forma: le azioni e le interazioni nel mondo fisico sono sempre più affiancate da quelle nel cyberspazio. Non c’è da meravigliarsi, allora, se l’impossibilità di connettersi a internet corrisponde, di fatto, all’esclusione da opportunità di vario genere. Questa disparità non riguarda solo l’uso della tecnologia: significa anche essere esclusi da opportunità sociali, politiche e culturali. E’ la differenza tra chi può informarsi, comunicare e sviluppare competenze e chi invece, rimane ai margini. È una realtà così evidente che il Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite ha definito internet come “uno dei diritti fondamentali dell’uomo nell’era moderna”, sottolineando la necessità di ridurre il digital divide che ancora oggi penalizza molte fasce di popolazione. Da quanto detto fino a questo punto, è evidente dunque la necessità di cambiare rapidamente e decisamente passo per provare ad arginare il rischio di perdere ulteriore terreno nel confronto internazionale sia rispetto allo sviluppo che all’adozione delle nuove tecnologie digitali.
Ma cos’è esattamente il digital divide? Come è possibile superarlo? Vediamolo insieme.

Cos’è il digital divide

Digital divide (divario digitale) è un’espressione utilizzata per descrivere le disuguaglianze tra chi può facilmente accedere ai servizi di connettività e chi non può usufruirne. Dietro questa definizione all’apparenza semplice, però, si celano diverse realtà e problematiche da tenere nella giusta considerazione.


Quali sono le cause del digital divide

Le cause del digital divide possono essere diverse: carenza di infrastrutture per l’accesso alla rete, indisponibilità dei device necessari per la connessione, o scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie. L’assenza di connettività, in particolare, è tra gli elementi che hanno concorso al fenomeno dello spopolamento che ha interessato negli ultimi decenni numerosi piccoli borghi, le cosiddette “Aree Bianche”, ossia le zone più
marginali e poco popolose. Il digital divide, in questi casi, agisce sulla popolazione, provocando danni socio-economici per i piccoli Comuni dove i servizi di connettività sono più carenti.

Il digital divide: causa di esclusione sociale

Un’azienda localizzata in un’area dove sia presente un’infrastruttura di rete in fibra ottica o in FWA potrà facilmente usufruire di tutte le possibilità offerte dalla community digitale. Parliamo degli scenari più comuni: dalle riunioni online con fornitori e dipendenti all’utilizzo di archivi condivisi e spazi cloud per i documenti, ma anche pratiche che stanno diventando sempre più diffuse negli ultimi anni, come la formazione online o l’abilitazione allo smart working. 
Di pari passo, lo stesso esempio può essere applicato al mondo della scuola: la disponibilità di connessioni ultraveloci mette gli Istituti e gli studenti in condizione di poter trasporre online le lezioni in maniera fluida ed efficace. Lo abbiamo sperimentato in particolare durante l’era del Covid 19, quando la DAD è diventata una necessità ed è cresciuta la consapevolezza dell’importanza di una connettività ultraveloce ed affidabile.
 

Abbattere il digital divide: interventi necessari

Per ridurre il digital divide è necessario agire su più fronti. Da un punto di vista culturale, bisogna educare le persone a un utilizzo corretto e consapevole dei device che permettono l’accesso alla rete, mentre da un punto di vista economico occorre veicolare iniziative che supportino l’accesso alla connettività a banda ultra larga per i redditi più bassi. In tal senso il Governo si sta muovendo con piani dedicati e voucher per sostenere la transizione digitale tra tutte le fasce di popolazione. Sono poi fondamentali interventi estensivi da un punto di vista infrastrutturale per l’adeguamento della rete internet all’evoluzione della tecnologia e quindi al passaggio dal rame alla fibra ottica o sfruttando in particolar modo la tecnologia in FWA.
L’impresa, nelle zone meno popolose, richiede sia un intervento pratico, cablaggio e connessione delle abitazioni, che un sostegno economico per la realizzazione della rete.
Per questo motivo il Governo ha varato il cosiddetto Piano BUL nell’ambito della Strategia Italiana per la banda ultra larga, per favorire la realizzazione di un’infrastruttura diffusa su tutto il territorio nazionale.

Digital divide: quale futuro

Per concludere, guardando al futuro la trasformazione digitale sarà sempre più centrale nella nostra economia. Le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, l’automazione e l’analisi dei big data trasformeranno interi settori, creando nuove opportunità ma anche nuove sfide. Le previsioni indicano che entro il 2030, il 50% delle professioni richiederà competenze digitali avanzate, e chi non si adeguerà rischierà di
essere escluso dal mercato del lavoro (fonte: World Economic Forum). PNRR e Transizione 5.0 sono attori cruciali per la crescita del prossimo biennio e presupposto fondamentale per il vero passaggio epocale verso una trasformazione digitale radicale, resiliente e sostenibile.
Quanto sopra non deve essere vissuto come una minaccia, ma come una grande opportunità. Questo perché il digitale apre nuove strade, offre strumenti per lavorare in modo più efficiente e permette di creare nuove imprese o espandere quelle esistenti. La chiave è rappresentata dalla capacità di adattarsi, di essere curiosi, di abbracciare il cambiamento senza paura cercando di innovarsi.

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