
- 28 Novembre 2024
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A seguito del successo di Space X il 13 ottobre, i media statali cinesi hanno lanciato una campagna per promuovere i risultati della Cina nella costruzione del suo sistema simile a Starlink. In Cina, sono tre le aziende che stanno provando a seguire le orme di Starlink, che ha quale importante obiettivo quello di inviare 42.000 satelliti in orbita terrestre bassa nei prossimi decenni. Finora sono 6.426 i satelliti inviati da Starlink.
La sfida della Cina a Elon Musk per il controllo dell’orbita bassa terrestre parte dal Brasile.
L’azienda di Shanghai SpaceSail vuole raggiungere le aree remote del Brasile grazie a una costellazione alternativa a Starlink che verrà messa in orbita nei prossimi anni. Il Paese dell’America latina al momento è dipendente dai servizi offerti dalla società di Musk, ma già nei mesi scorsi erano emerse tensioni con la Corte suprema.
Pechino si prepara a sfidare Elon Musk a suon di satelliti: l’azienda cinese SpaceSail nei giorni scorsi ha firmato un memorandum di intesa con l’azienda statale del Brasile per le telecomunicazioni, Telebras, per la fornitura di servizi internet a banda larga. Un accordo siglato in concomitanza con la visita del presidente cinese Xi Jinping in America latina.

Dopo aver partecipato all’inaugurazione di un megaporto cinese e all’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) in Perù, Xi è prima volato a Rio de Janeiro per la conferenza dei leader del G20 ed è poi stato accolto a Brasilia, la capitale, dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. I due hanno firmato 37 accordi bilaterali in diversi settori “attraverso cui rinforzare la nostra cooperazione per i prossimi 50 anni in aree come infrastruttura sostenibile, transizione energetica, intelligenza artificiale, economia digitale, salute e settore aerospaziale”, ha dichiarato il presidente brasiliano in conferenza stampa.
SpaceSail propone di garantire la connessione Internet alle aree remote del Brasile grazie a una costellazione satellitare attualmente in costruzione (chiamata Qianfan o “Mille Vele”) composta da migliaia di satelliti che opereranno nell’orbita terrestre bassa (quella che arriva fino a 2 mila chilometri dalla superficie del Pianeta). Una rete di sonde che, secondo le stime, sarà operativa a partire dal 2026. L’anno scorso, quasi 6 milioni di persone non avevano alcun accesso a internet in Brasile a causa di mancanza di capacità tecnologiche, costi elevati e, in minima parte, di servizi disponibili.

La partnership tra SpaceSail e Telebras segna il primo importante successo per la compagnia cinese, che, in base a quanto ha dichiarato su WeChat, è in trattative commerciali con più di 30 Paesi. In questo modo il Brasile, che secondo il quotidiano francese Le Monde ha concesso a SpaceSail l’accesso al Centro per il lancio di satelliti di Alcantara, spera di ridurre la dipendenza da Starlink, di proprietà di SpaceX, già attiva in oltre 100 Paesi, e in possesso del 46% del mercato nazionale brasiliano.
Il mese scorso, una delegazione brasiliana ha visitato la sede di SpaceSail a Shanghai. “Sono rimasto impressionato ed entusiasta delle nuove tecnologie che SpaceSail può portare in Brasile”, ha scritto – in un post su X – il ministro brasiliano delle comunicazioni, Juscelino Filho. Il quale, in riferimento al recente accordo, ha dichiarato: “Stiamo lavorando affinché la società brasiliana possa avere la possibilità di scegliere tra più di un’azienda che offre un servizio essenziale e fondamentale per la popolazione odierna, soprattutto nelle aree remote”.

SpaceSail, che opera anche con il nome di Shanghai Spacecom Satellite Technology, ha come obiettivo di lanciare 15 mila sonde spaziali entro il 2030, secondo quanto scrivono i media di Stato cinesi. L’azienda, che a febbraio aveva ottenuto dal governo cinese 925 milioni di dollari di finanziamento, ha finora lanciato due round di 18 satelliti, uno ad agosto e uno a ottobre, ma prevede di averne più di 600 in orbita entro la fine del 2025.
Il governo cinese ha più volte sottolineato il ruolo di Starlink nella difesa dell’Ucraina contro la Russia. Le tecnologie satellitari hanno infatti potenziali applicazioni anche in campo militare e diversi produttori di armi hanno cominciato a concentrarsi sul lancio di satelliti nello spazio. Anche le forze armate del Brasile sono clienti di Starlink.
Qianfan è però solo uno dei progetti cinesi che mirano a sfidare Starlink nella conquista delle orbite intorno alla terra (già molto affollata secondo gli esperti, con almeno 9 mila satelliti negli strati più vicini alla Terra, un numero che entro il 2030 salirà a 40 mila in base alle previsioni). Il China Satellite Network Group, per esempio, ha sviluppato la rete Guowang, nota anche come SatNet, che dovrebbe essere composta da 13 mila satelliti.
Al momento, però, la sua costruzione non è ancora iniziata.

Pechino porterà avanti il suo schema Qianfan, anche per fini di utilizzo da parte dell’Esercito Popolare di Liberazione per svolgere missioni di sorveglianza militare ad alta risoluzione in tutto il mondo. Praticamente la lotta in orbita bassa sarà tra Pechino e un ente privato statunitense per il controllo delle migliori postazioni per lo spionaggio o il telerilevamento sul pianeta.
Il Global Times ha recentemente affermato che questi ultimi due lanci di satelliti della Cina hanno dimostrato la crescente competenza del paese nella tecnologia spaziale e le capacità sempre più forti delle applicazioni legate allo spazio stesso. Sottolinea come il paese sia già il n. 2 al mondo in termini di tecnologia aerospaziale.

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